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2011: Anno Europeo del Volontariato

La "nazione" più popolosa dell'Unione Europea? Quella dei Volontari!

John MacDonald, capo della task force che alla Commissione europea per l’Anno del volontariato, ha sottolineato l’importanza della prestazione non retribuita per il sistema Europa.
Oltre 100 milioni i volontari nell’Ue, che pesano per circa il 3% del Pil.

 “Se i volontari europei costituissero una nazione a sé stante, sarebbe la più popolosa dell’Unione”: è con questa metafora che John MacDonald, capo della task force che alla Commissione europea per l’Anno europeo del volontariato, vuole sottolineare l’importanza che la prestazione di tempo e d’opera non retribuita ha per il sistema Europa.
Con oltre 100 milioni di volontari (praticamente un adulto su cinque), il volontariato arriva a pesare in certi Stati membri fino al 3% del Pil.
Ma vi sono ancora molti ostacoli da superare per dare al settore gli strumenti per un maggiore sviluppo.

Se ne è discusso ampiamente nel corso di una conferenza organizzata oggi dal Comitato delle Regioni (Cdr) sul tema “Azioni delle autorità regionali e locali nell’Anno europeo del volontariato”.
Mercedes Bresso, presidente del Cdr ed ex governatore del Piemonte, ha delineato nel suo discorso introduttivo le principali sfide che l’Europa deve affrontare per sfruttare appieno l’apporto sociale ed economico rappresentato dai volontari.

Innanzitutto bisognerebbe introdurre uno statuto giuridico europeo per i volontari e le loro associazioni.
Ciò fungerebbe da base per definire regole per permettere il finanziamento europeo per queste realtà e dare loro accesso agli appalti pubblici.
“Bisogna poi superare gli ostacoli che bloccano lo sviluppo di un volontariato transfrontaliero più forte”, aggiunge Bresso.
Un esempio: un disoccupato tedesco che volesse fare del volontariato all’estero per arricchire il proprio curriculum, perderebbe i sussidi di disoccupazione.
Vi è poi la necessità di allargare alle fasce più basse della popolazione l’accesso al volontariato internazionale, generalmente dominato da giovani che hanno studiato.
Infine, un punto chiave è rivedere e semplificare, all’orizzonte delle nuove prospettive finanziarie 2013-2019, i regolamenti finanziari per i fondi europei, per fare in modo che siano più accessibili alle realtà del volontariato.

Fonte Redattore Sociale

 

 

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