La documentazione al servizio dell'integrazione

Isolare il virus non le persone

Cosa ha fatto il CIAC in questi due mesi per contrastare il virus e l’esclusione sociale

In un comunicato stampa CIAC onlus fa il punto sulle attività realizzate in questi mesi di emergenza per l’inclusione sociale.

 

Isolare il virus, non le persone. E’ l’obiettivo che, sin dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, ha guidato il lavoro degli operatori di Ciac (Centro immigrazione asilo e cooperazione), ente di tutela accoglie cittadini migranti a Parma e provincia e ne promuove l’integrazione. A oltre quaranta giorni di distanza dal blocco totale del paese, il bilancio è positivo, anche se il percorso è ancora lungo. “In questo periodo complicato per tutti – spiega il direttore di Ciac Michele Rossi – abbiamo dovuto riorganizzare il nostro lavoro di tutela, realizzando servizi nuovi per continuare a garantire i diritti di tutti e il benessere sanitario e psicologico delle persone che accogliamo. Una sfida non certo facile ma che stiamo affrontando con molta serietà e competenza”.

LE COSE FATTE - In queste settimane gli operatori di Ciac hanno introdotto una strategia che ha toccato numerosi punti: dall’attenzione verso le persone negli appartamenti all’importante supporto per chi ha perso lavoro, sino al sostegno per le famiglie in difficoltà, passando per il continuo monitoraggio delle procedure legali sino alla formazione che non si è mai fermata e a diversi altri interventi mirati.

Inoltre, è stato realizzato uno specifico sito internet (coronavirus.ciaconlus.org) che raccoglie tutte le informazioni utili sull’emergenza pensato per gli stranieri ma utile per tutti per tenersi aggiornati. Infine, proprio in questi giorni, è stato rilanciato il progetto “Tutor” che, ad oggi, mette in relazione 40 volontari italiani con altrettanti rifugiati, attraverso una relazione che vuole combattere solitudine e isolamento sociale, costruendo relazioni durature che vadano avanti nel tempo.

“Questi servizi - riprende Rossi – vorremmo ora metterli a disposizione dell’intera comunità, ponendoci al fianco di Comuni e istituzioni, per affrontare la Fase 2 e la crisi che ne seguirà ampliando diseguaglianze economiche e sociali, costruendo un sistema che dia risposte ai più colpiti da questa emergenza”.

I DATI – A certificare che a Ciac si continua a studiare e a formarsi, a cercare un lavoro e fornire assistenza sanitaria, sociale e legale ci sono i numeri. Solo nella settimana dal 13 al 18 aprile sono stati effettuati oltre al monitoraggio di case e appartamenti, 240 colloqui telefonici, 155 interventi formativi a distanza, 60 ore di supporto compiti per i bambini in età scolare, 80 approfondimenti legali via internet, senza dimenticare il costante supporto a cittadini, scolari e aziende nelle nuove procedure telematiche.

“Si tratta di dati importanti – continua Rossi – che mettono in luce l’importanza del nostro lavoro e esplicano lo sforzo decisivo di tutti i nostri operatori per essere al fianco delle persone ogni giorno per continuare a garantire un’accoglienza integrata, anche durante un’emergenza come quella che stiamo vivendo”.

I COORDINAMENTI – Un altro dei filoni su cui Ciac sta lavorando è la creazione di reti con le altre realtà del territorio, ma anche a livello regionale e nazionale. L’obiettivo è fare in modo che nessuno rimanga isolato durante l’emergenza ma, allo stesso tempo, provare a costruire già oggi una nuova solidarietà che permetta di affrontare quella marginalità che emergeva già prima della pandemia e che certamente sarà ancora più forte nei prossimi mesi. “Crediamo che sia fondamentale – dice ancora Rossi – che occorra rilanciare un forte coordinamento ed una ampia mobilitazione del terzo settore, dalle reti già esistenti al contatto con le comunità nazionali attive sul territorio, per azioni sempre più sinergiche e una solidarietà sempre più diffusa”.

LE CONCLUSIONI – La strada tracciata da Ciac sta dando i suoi primi frutti anche se è chiaro che le difficoltà non mancano ed è per questo che l’attenzione rimane sempre alta. “Siamo convinti – conclude Rossi – che ci sia ancora tanto da fare in questo momento e le sfide da affrontare saranno ancora di più nei prossimi mesi, quando l’esclusione sarà certamente ancora più forte. Crediamo di aver messo le basi giuste per raggiungere il nostro obiettivo iniziale: ‘Isolare il virus, non le persone’ e costruire un qualcosa che possa anche andare oltre all’attuale situazione”.

www.ciaconlus.org

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