La documentazione al servizio dell'integrazione

La lezione dei ragazzi

Chiusa l'alternanza: per quasi cento ragazzi occhi nuovi e progetti per costruire l’inclusione

Un’esperienza dove si impara che non esistono “non si può” ma solo “proviamoci”, che non c’è ostacolo che possa fermare la passione e la determinazione di chi insegue un sogno, che si può dipingere senza le braccia, ballare su una carrozzina, diventare campioni olimpici senza avere le gambe e, soprattutto, che l’inclusione è possibile se lo vogliamo, perché i veri limiti sono negli occhi di chi guarda.  

Si chiude su questi pensieri la settimana di alternanza scuola lavoro che Forum Solidarietà ha proposto negli spazi del Wo.Pa. a quasi cento ragazzi di Romagnosi, San Vitale e ITIS Galileo Galilei, insieme alle associazioni di volontariato che si occupano di disabilità.

Gli studenti hanno lavorato sulla progettazione sociale, prendendo confidenza con gli strumenti che si utilizzano nella stesura di un progetto. Dalla lettura del contesto, all’identificazione dei bisogni, degli obiettivi fino alla rendicontazione, passando per le azioni e il budget: le idee hanno preso forma fra le righe dei formulari.

Ne sono nati sei progetti concreti e realizzabili, che i ragazzi porteranno nelle loro scuole per condividerli con i compagni. Progetti che mirano all’inclusione, capaci di cambiare lo stato delle cose rompendo le barriere culturali, talvolta più impervie di quelle architettoniche. C’è chi vuole coinvolgere tutte le scuole in un evento di danza, teatro e sport per tutti. Chi si ripropone di portare il sitting volley nelle assemblee di istituto. Chi ha pensato a una settimana di campo estivo dove cucinare, giocare, coltivare l’orto insieme, ragazzi diversamente abili e non. Fra le equipe di lavoro c’è poi chi ha pensato a un’azione di sensibilizzazione: i ragazzi hanno già scritto al sindaco perché si prenda a cuore la questione dei parchi gioco, perché le altalene e gli scivoli siano pensati anche per i ragazzi con disabilità. Un’equipe ha ragionato sulla scuola, pensando a un progetto che metta al centro i ragazzi con disabilità e li renda protagonisti. Non più fuori dalle classi ma addirittura in cattedra. E infine c’è chi mira a organizzare nelle scuole laboratori integrati, rendendoli parte dei piani di offerta formativa. Fra i tanti fili rossi che collegano tutte le proposte dei ragazzi, c’è il riconoscimento del profondo valore di ogni persona e la necessità di mettersi nei panni degli altri, per comprendere come ci si sta.  

E ancora: la consapevolezza che i ragazzi con disabilità possono fare tutto, e a volte lo possono fare anche meglio, ma con tempi e strumenti diversi perché, in definitiva, la questione è di rendere accessibili le opportunità; i contesti sono modificabili e in ballo c’è il diritto di vivere una vita speciale, che è un diritto di tutti.

Il ringraziamento più grande va ai tanti testimoni delle associazioni che sono passati da via Palermo, donando ai ragazzi uno sguardo nuovo: ANMIC, Comitato Paralimpico, Con-Tatto, Dance Abilty, Fa.Ce., Faro 23, Fa,Ce., Nontiscordardimè, Polisportiva Gio.Co,. San Severina ASD, Sostegno Ovale; gli esperti: Luca Righetti di Abili allo sport, Danilo Amadei e Rita Merusi di Cepdi, la redazione di Diversamente Informati, Dimitris Argiropoulos dell’Università di Parma, Davide Rossi del Consorzio di Solidarietà Sociale, Cesare Pastarini e Daria Vettori.

Il progetto è raccontato nel blog bandinilab.wordpress.com ed è stato realizzato con il contributo del contributo del Fondo nazionale del volontariato (legge 266/1991).

Forum Solidarietà, Centro di Servizi per il Volontariato in Parma - Via Bandini 6 - 43123 Parma - Tel. 0521.228330 - Fax 0521.287154