La documentazione al servizio dell'integrazione

Linee guida per il volontariato

Dalla Regione Emilia-Romagna le indicazioni operative per l’emergenza epidemiologica covid-19

La Regione Emilia-Romagna, pubblica le linee guida per le attività del volontariato nell’ambito dell’emergenza epidemiologica covid-19.

Emanate dalla Vicepresidente Elly Schlein nascono dall'esigenza di dare disposizioni per il coinvolgimento del volontariato nella sua insostituibile funzione di supporto alle persone più vulnerabili che stanno affrontando momenti di incertezza e difficoltà anche a seguito dei provvedimenti che hanno imposto drastiche limitazioni a mobilità e comportamenti quotidiani per far fronte al diffondersi del Covid-19.

Già moltissimi Enti del Terzo Settore sono direttamente impegnati per far fronte all'emergenza sociale. A fronte di ciò anche i Centri di Servizio per il Volontariato dell’Emilia Romagna stanno sperimentando nuove modalità per garantire la propria operatività in funzione dell’emergenza: rappresentano infatti un osservatorio privilegiato delle iniziative di solidarietà promosse sui vari territori e sono impegnati nella promozione di tali attività, anche raccogliendo l’adesione di molti cittadini a cui viene offerta la possibilità di impegnarsi a favore di Enti del Terzo Settore e di aderire come singoli volontari alle attività sociali promosse dai singoli Comuni.

Le Linee guida definiscono un sistema di coordinamento dove il Comune, tramite il COC, deve rappresentare il punto unico di coordinamento delle attività di volontariato, i Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) svolgono l’attività di sensibilizzazione e ricerca di nuovi volontari e gli Enti del Terzo Settore (ETS) che comunicano ai CSV le disponibilità dei volontari loro aderenti dando garanzia di attenersi al piano territoriale concordato con il COC, e comunque con le indicazioni del Comune, ed eventualmente segnalano il maggiore fabbisogno di volontari da attivare in emergenza.

Fra le preziose informazioni contenute nel lunghissimo documento, riportiamo uno stralcio, invitandovi a leggerlo integralmente.

Le attività

In linea generale vige il principio che sono ammesse le attività collegate direttamente all'erogazione di servizi pubblici essenziali da svolgersi in raccordo con il Servizio sociale territoriale:

  • la consegna di generi alimentari a domicilio e medicinali;
  • la consegna a domicilio di altri beni di prima necessità;
  • l’attività degli empori solidali, limitatamente alla fornitura dei generi alimentari e non, privilegiando modalità di distribuzione che evitino assembramento di persone e contatto fisico. Sono sospesi i cosiddetti servizi ausiliari (sportello di ascolto, orientamento, consulenza, ecc.);
  • gli interventi di bassa soglia rivolti a categorie vulnerabili quali persone senza fissa dimora (distribuzione pasti, mense, beni prima necessità, supporto nelle strutture di accoglienza, ecc);
  • l'accompagnamento sociale esclusivamente per situazioni non differibili;
  • il contatto e monitoraggio telefonico delle persone vulnerabili e a rischio di isolamento.

 

I volontari

  • non potranno essere impegnati volontari minorenni o over 65enni in attività di cui alle presenti linee guida, a meno che il volontario agisca dalla propria abitazione esclusivamente con le modalità a distanza (telefono, mail…);
  • i volontari impegnati in attività di assistenza alla popolazione come sopra individuate dovranno essere coperti da assicurazione contro infortuni, malattie contratte durante il servizio e per danni a terzi: l’assicurazione deve essere garantita dall’ETS di appartenenza ovvero dal Comune presso il quale il volontario presta servizio come singolo, così come previsto dal “Codice del Terzo settore”;
  • dovrà essere garantita, anche con il supporto dei servizi competenti in materia di igiene pubblica, adeguata formazione dei volontari, da attuare anche per le vie brevi, in merito alle attività da effettuare, alle misure di prevenzione del contagio e all'eventuale uso dei DPI;
  • i volontari dovranno scrupolosamente attenersi alle direttive e alle modalità di comportamento così come indicato dall’Allegato 1 del DPCM 8 marzo 2020, nonché alle disposizioni del servizio di igiene pubblica delle aziende sanitarie territorialmente competenti;
  • dovranno essere individuate modalità idonee a rendere i volontari riconoscibili dall'utenza, ad esempio tramite documentazione rilasciata dal Comune o dall’ETS di appartenenza e sottoscritta dal Comune o altri dispositivi quali cartellini di riconoscimento o divise;
  • in relazione alle limitazioni della mobilità di persone fisiche all'interno di tutto il territorio nazionale, si conferma la compatibilità degli spostamenti finalizzati esclusivamente alle attività di volontariato come descritte nel presente documento. A tal fine, ad integrazione dell’autocertificazione prevista dalla norma, si suggerisce di dotare il volontario di una dichiarazione del legale rappresentante dell’Ente circa la qualità di socio volontario e la natura dell’attività svolta in raccordo con il Comune;
  • le informazioni che potranno essere comunicate ai volontari, relativamente alle caratteristiche dei soggetti assistiti, saranno da considerare strettamente riservate e finalizzate al corretto svolgimento delle attività di supporto. È fatto assoluto divieto ai volontari che svolgeranno questi servizi di divulgare le informazioni assunte, anche attraverso supporti visivi ed audiovisivi pubblicabili sui social network.

Prescrizioni sulle modalità di svolgimento delle attività

  • l’attività di supporto ai soggetti “fragili” e ai soggetti in quarantena presso la propria abitazione, ma non positivi al Covid-19, dovrà essere effettuata con il principio del mantenimento della distanza di sicurezza (1 metro). Qualora ciò non sia possibile, l’attività dovrà essere effettuata con mascherina chirurgica, seguendo le norme igienico sanitarie di cui all’allegato 1 del DPCM 8 marzo 2020;
  • il supporto ai soggetti positivi al Covid-19 ed isolati presso il proprio domicilio potrà essere attuato esclusivamente dal Volontariato di tipo sanitario (Croce Rossa, Pubbliche Assistenze…) con l’utilizzo precauzionale di mascherina, guanti e camici, seguendo le norme igienico sanitarie di cui all'allegato 1 del DPCM 8 marzo 2020.

 

Scarica il documento integrale in formato PDF.

Consulta il sito della Regione Emilia-Romagna

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