Volontariato vuol dire fiducia!
Rapporto Italia 2012 di Eurispes: fiducia dei cittadini in calo verso istituzioni ma non nel volontariato
Presentato dall’Eurispes il Rapporto Italia 2012, l’indagine annuale sulla condizione degli italiani. Tra i tanti dati analizzati, anche l’indice della fiducia dei cittadini verso alcune istituzioni o attori sociali.
Emerge che, nonostante la grande sfiducia nutrita dagli italiani verso le istituzioni, il volontariato continua a raccogliere il consenso e la fiducia dei cittadini.
In generale, per il 71,6% degli italiani la fiducia è diminuita mentre è aumentata soltanto per il 4,1% degli intervistati.
Il protagonista sul fronte dei consensi alle Istituzioni, è il presidente della Repubblica con il 62,1%. Tra le istituzioni, quelle più apprezzate e sulle quali si ripone un'ampia fiducia, sono invece nell’ordine: i Carabinieri (75,8%), la Polizia di Stato (71,7% ) e la Guardia di Finanza (63,3%) che hanno sempre raggiunto, in tutte le rilevazioni annuali, quote di consenso molto ampie.
Resiste invece la fiducia per chi si occupa dei problemi sociali e lavora per il prossimo: la chiesa torna a crescere, insieme alla scuola, tornando ai livelli del 2010 dopo il calo dello scorso anno (40,2%), attestandosi al 47,3%. Parallelamente, le altre confessioni religiose segnalano un’impercettibile crescita rispetto al dato 2011 (22%), passando quest’anno al 22,7%.
Le associazioni di volontariato godono sempre di un consenso altissimo, anche se in lieve flessione: 71,3% nel 2009, balzato all'82,1% nel 2010, diminuito nel 2011 al 79,9% e attestatosi oggi al 77,4%. Le associazioni dei consumatori conquistano un buon risultato raccogliendo il 52,1%, ma con un calo rispetto al 55% dello scorso anno. In calo le associazioni degli imprenditori, i sindacati (che arrivano al 17,2% dei consensi contro il 21,3% nella scorsa rilevazione) e i partiti politici.
Il 24° Rapporto Italia è costretto a misurarsi, quest'anno, con la profonda crisi che attraversa il Paese e mette in discussione le certezze e i risultati raggiunti dalla società italiana nel corso degli ultimi decenni. “Il Paese – ha dichiarato il Presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara – vive un generale senso di depressione che attraversa tutte le classi sociali: i poveri perché vedono allontanarsi la possibilità di migliorare la loro situazione economica; i ceti medi perché hanno paura di una progressiva proletarizzazione; i ricchi perché si sentono criminalizzati e hanno persino timore di mostrare il proprio status. La responsabilità dell'attuale situazione che viene attribuita impropriamente e per intero alla classe politica, appartiene invece – ha detto Fara – alla classe dirigente generale della quale fanno parte tutti coloro che esercitano ruoli e funzioni direttivi all'interno della società.
Questa “classe dirigente generale” secondo il Presidente costituirebbe un blocco solidale e separato dal resto del Paese, articolato sul modello feudale, che non ha alcuna intenzione di rinunciare, neppure in piccola parte, ai privilegi conquistati. D'altro canto fa notare come anche la società italiana si sia adeguata alla situazione diventandone complice in cambio della tolleranza e della comprensione dei propri istinti egoistici e familisti che deresponsabilizzano e assicurano nicchie di impunità e di esercizio di piccolo potere.
La via d'uscita dalla crisi, secondo l'Eurispes, è rappresentata dalla necessità di prendere coscienza e rompere quel patto di complicità che blocca la società italiana. Ma, soprattutto, di una riscoperta dei doveri e delle responsabilità di ciascuno superando l'egoismo e la difesa corporativa degli interessi. Allo stesso tempo l'Eurispes sostiene come la politica debba ricostituirsi come “grande agenzia di senso e di orientamento” e attrezzarsi per ricostruire il rapporto interrotto con la società ma anche per rispondere all'onda qualunquista dell'antipolitica che mette in discussione le stesse istituzioni democratiche a cominciare dal Parlamento.
Il Rapporto, di oltre 1.000 pagine, è costruito attorno a sei dicotomie, illustrate attraverso altrettanti saggi accompagnati da sessanta schede fenomenologiche. Le dicotomie tematiche individuate per il Rapporto Italia 2012 sono: vita/morte; essere/avere; giustizia/ingiustizia;ragionevole/irragionevole; genitori/figli; sostenibile/insostenibile.
La rilevazione, a cui hanno partecipato 1.090 cittadini, è stata effettuata tra il 20 dicembre 2011 e il 5 gennaio 2012.
Maggiori informazioni sul sito dell’Eurispes.
