La documentazione al servizio dell'integrazione

Oltretorrente

Il progetto Oltretorrente ha già realizzato nel corso degli anni numerose iniziative (vedi scheda progetto Oltretorrente 1999-2002). L'attività di quest'anno è finalizzata al consolidamento di alcune azioni (il giornale 'Macramè' e la Banca del tempo del quartiere) che meritano di esser sostenute e sviluppate perché si radichino nel quartiere come esperienze capaci di incidere a livello culturale e di coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini nello sperimentare pratiche positive di vicinato.

Avviato nell'estate 1999, il progetto si configura come lavoro di rete (tra diverse associazioni, istituzioni, gruppi e persone appartenenti per la quasi totalità al quartiere Oltretorrente) finalizzato a promuovere e ad avviare percorsi di interazione positiva fra le diverse persone che vivono il quartiere, trova il suo significato più profondo nella ricerca di occasioni di incontro, di conoscenza reciproca e di collaborazione. Il suo intento non è tanto quello di ricostruire un legame sociale debole e disarticolato quanto quello di creare le condizioni perché gli attori sociali del luogo possano essi stessi ricomporlo.

Il progetto si propone, quindi, di intervenire per stimolare la gestione e la composizione delle conflittualità sociali che possono insorgere in un quartiere della città particolarmente interessato dai fenomeni immigratori dal Sud del mondo. I suoi obiettivi sono rintracciati nell'ascolto delle diverse forme di interazione sociale e culturale, delle risorse e dei disagi del quartiere, nel riconoscimento ed esplicitazione dei conflitti sociali, nell'assunzione diretta di responsabilità rispetto ai processi d'integrazione, nella valorizzazione delle risorse presenti nel tessuto sociale, nella promozione di processi in grado di migliorare la qualità della vita sociale.

La metodologia di lavoro si è basata, fin dall'inizio, sull'ascolto delle diverse voci che compongono il territorio.
Alla mappatura del quartiere hanno fatto seguito incontri con i referenti delle associazioni e delle cooperative sociali, gruppi parrocchiali, circoli ricreativi, scuole e presidi istituzionali che lo abitano. I fuochi individuati per la conduzione di tali colloqui riguardavano: le rappresentazioni sociali del quartiere; i limiti e le difficoltà, le risorse e le positività percepite in tale contesto.
Le opportunità di riflessione e di lettura del territorio hanno aperto, in itinere, spazi di azione e suggerito modalità nuove di intervento, mentre le azioni, interrogando il territorio e le situazioni, hanno costituito un importante strumento di analisi, ricerca e progettazione.

Il periodico Macramè intende essere uno strumento di informazione, riflessione e dialogo al fine di avviare percorsi di incontro e comunicazione orientati alla conoscenza reciproca tra persone e realtà di diverse culture, provenienze e sensibilità e alla gestione comune di problemi o conflittualità che possono sorgere ma che non devono spaventare. L'intento è quello di dare voce a chi non ce l'ha, ovvero di far parlare la gente comune e le loro storie, di leggere il quartiere e la città a partire da una pluralità di sguardi: quelli di uomini e di donne, di bambini e di anziani, di italiani e stranieri, di laici e di religiosi.

La Banca del Tempo si fonda su tre principi:

  1. lo scambio, fondato sulla logica del dono e non del mercato;
  2. il valore della prestazione in tempo (indipendentemente dal servizio scambiato quel che conta è il tempo impiegato per fare la torta, per baby-sitting, per zappare l'orto come per scambiarsi saperi);
  3. la parità fra i soggetti (valutare in tempo mette su un piano di parità la casalinga, il pensionato, il dirigente, che hanno offerto la prestazione).

Le finalità più specifiche della Banca del Tempo di quartiere sono:

  • porre al centro del sistema le persone, non la moneta;
  • sviluppare le relazioni fra le persone, fra diverse generazioni e diverse culture;
  • promuovere l'auto-gestione del proprio tempo e delle proprie responsabilità;
  • riscoprire la bellezza del ricevere oltre che del dare;
  • promuovere l'ascolto e la comunicazione fra le persone;
  • scoprire e/o valorizzare le capacità proprie e altrui;
  • sviluppare rapporti di buon vicinato, forme di solidarietà e mutuo-aiuto;
  • promuovere/sottolineare la parità di diritti fra tutte le persone, indipendentemente dal reddito;
  • intaccare i cardini di un sistema economico globale che, così strutturato, non fa che generare isolamento, spaccatura sociale e discriminazione.

Gli obiettivi

Consolidare le esperienze avviate nel corso del progetto - la Banca del Tempo e il periodico Macramè - finalizzate ad:

  • ampliare il coinvolgimento dei residenti nella realizzazione di pratiche positive di vicinato;
  • costruire occasioni di approfondimento culturale in riferimento alle problematiche del quartiere.
    Aumentare i momenti di ascolto e di conoscenza reciproca all'interno del quartiere.
    Aumentare le occasioni di incontro e convivialità tra gli abitanti del quartiere.

Chi partecipa al progetto

Ass. Amici della Cocconi,
coop. soc. Cabiria,
Centro per le famiglie (Comune di Parma),
Centro Salute Mentale,
Ass. Immigrati Parma e Provincia,
Ass. L'Altra Marea,
ass. Milleunmondo,
Ass. Kwa Dunia,
Ass. Legambiente,
Sert (Ausl),
Ass. Va pensiero,
diversi residenti del quartiere.

InformazioniPaolo Merighi

Forum Solidarietà, Centro di Servizi per il Volontariato in Parma - Via Bandini 6 - 43123 Parma - Tel. 0521.228330 - Fax 0521.287154