La documentazione al servizio dell'integrazione

Semi di futuro

Consumo critico e diritto al cibo

Le motivazioni

Il progetto nasce da una ormai consolidata esperienza di lavoro di rete fra associazioni e persone impegnate sui temi della Pace, dei Diritti umani, dell'Immigrazione, dell'Intercultura, dell'Ecologia e del Commercio Equo e Solidale, che vedono con preoccupazione l'aumento della povertà a livello globale e la situazione dell'attuale disequilibrio economico e sociale fra i vari paesi del mondo.

Il messaggio lanciato durante l'assemblea della FAO il 30 ottobre scorso dal suo direttore generale, Jacques Diouf, ricorda come il numero degli affamati nel mondo stia crescendo al tasso di 4 milioni all'anno, contrariamente agli impegni assunti 10 anni fa, durante il primo Summit mondiale dell'alimentazione promosso dalla stessa FAO, da 185 paesi: dimezzare il numero degli affamati entro il 2015. A dieci anni di distanza e a metà della strada rispetto alla scadenza, il numero di persone non solo non si è ridotto ma anzi è salito a 820 milioni, ben 20 in più rispetto a dieci anni fa. Di questi, il 98% vive nei paesi del Sud del mondo.

L'obiettivo è stato mancato, quindi, e nessun impegno concreto è stato preso dai governi e dalla comunità internazionale.

Eppure i segnali di contraddizione sono evidenti: l'agricoltura mondiale produce 2800 calorie pro capite al giorno, a fronte delle 200 necessarie per il fabbisogno umano; l'Italia investe ogni anno 20 miliardi di dollari in spese militari contro i 2 miliardi per la lotta alla povertà, pari allo 0,15% del suo prodotto interno lordo.

Come fare conoscere tutto ciò all'interno del proprio territorio, che si caratterizza anche per essere sede dell'EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, oltre che di una fiera sul cibo nota a livello nazionale? Come rendere visibili tali contraddizioni che se, da una parte, nascondono una profonda ingiustizia, dall'altra, sembrano rivelare l'impossibilità al cambiamento, ad ogni possibile evoluzione positiva? Come denunciare tale situazione, sottolineandone la mancata eticità e la possibilità di intervenire concretamente a livello politico attraverso azioni e pratiche individuali e collettive?

L'idea del progetto nasce proprio da tali interrogativi, dalla volontà di tradurre in azioni concrete, volte al cambiamento, la scoraggiante analisi dell'attuale contesto, affermando con forza il DIRITTO AL CIBO per ogni persona e ogni popolo. Il cibo come diritto, affrontando i temi della sovranità alimentare, della possibilità di autodeterminazione da parte dei diversi Paesi, della qualità alimentare, dell'equa distribuzione delle risorse, del libero accesso all'acqua potabile, alle risorse produttive, alla terra, ai mari, alle sementi, alla tecnologia, al credito.

Gli obiettivi

Le associazioni, attraverso il progetto, si pongono l'obiettivo di favorire una conoscenza diffusa e diversificata, a seconda dei differenti destinatari, della tematica del diritto al cibo, declinata negli aspetti che trattano in modo specifico sia le forme produttive e distributive che le forme di consumo.

Alla conoscenza del tema è direttamente collegato l'obiettivo di rendere visibili, valorizzare e collettivizzare percorsi di ricerca di "buone" pratiche e azioni di cambiamento rispetto agli stili di vita e alle scelte di consumo individuali e comuni.

Le azioni previste

Le associazioni coinvolte nel progetto si pongono, per l’anno 2008, i seguenti obiettivi:

  1. Promuovere una riflessione ampia e approfondita sul tema del diritto al cibo con riferimento specifico al principio della sovranità e della democrazia alimentare. Acquaditutti Festequa
  2. Favorire la conoscenza e la messa in circolo di azioni e pratiche che considerinocentrali le relazioni umane, la sostenibilità ambientale e la tutela dei diritti.
  3. Favorire la messa in rete e la circolazione, a livello locale e nazionale, delleinformazioni esistenti sul tema del consumo critico e del diritto al cibo.
  4. Accrescere la consapevolezza dei cittadini rispetto alle proprie scelte di consumo.
  5. Verificare e determinare le condizioni di fattibilità di un distretto di economia solidale (DES), inteso come laboratorio di sperimentazione di pratiche e relazioni di economia solidale. Carta dei principi Rete economia solidale di Parma Incontro DES
  6. Valorizzare i percorsi di assunzione di autonomia e di forme di impegno intrapresidagli studenti, finalizzati a proporre alla comunità scolastica e alla cittadinanza elaboratie percorsi di ricerca sulla tematica.
  7. Promuovere negli studenti l'individuazione di azioni di cambiamento e di pratichepositive rispetto alle proprie scelte di consumo e ai propri stili di vita.

Chi partecipa al progetto

Nodo Lilliput di Fidenza:
Centro di Documentazione per la Pace,
Gruppo di Acquisto Solidale,
Legambiente Fidenza,
Jambo,
coop. soc. Garabombo

Nodo Lilliput di Parma:
Ambaradan,
Coop. Mappamondo,
Coop. soc. Cabiria,
Consorzio Solidarietà Sociale,
Gruppo Mission,
Kwa Dunia,
L'Altramarea,
Legambiente Parma,
Muungano,
Orizzonti Nuovi,
Unicef,
Wwf

Informazioni

Francesca Bigliardi - semi.di.futuro@forumsolidarieta.it

Forum Solidarietà, Centro di Servizi per il Volontariato in Parma - Via Bandini 6 - 43123 Parma - Tel. 0521.228330 - Fax 0521.287154