La documentazione al servizio dell'integrazione

La ricerca "Vorrei fare volontariato"

 

Tra la fine del 2003 ed i primi mesi del nuovo anno Forum Solidarietà ha realizzato una indagine sul Servizio di Ricerca Volontari che, istituito già nel 1997, è giunto al termine dello scorso anno, al compimento del settimo anno. Presentiamo i principali esiti dell’indagine.

L’indagine promossa da Forum Solidarietà ha inteso raccogliere elementi per migliorare, laddove necessario, le metodologie utilizzate nel Servizio di ricerca volontari, tra i suoi servizi più sperimentati, che ha preso il via già nel 1997 dalla raccolta di un bisogno espresso dalle organizzazioni di volontariato del territorio: la ricerca ed il reclutamento di nuovi volontari.

La struttura di questo Servizio, sostanzialmente invariata per molti anni, si è articolata su tre elementi portanti: la raccolta del bisogno da parte delle organizzazioni di volontariato; la realizzazione di campagne promozionali mediante affissioni murali e pagine pubblicitarie sui media locali; la realizzazione di un servizio di consulenza a disposizione dei cittadini che desiderassero entrare in contatto con le organizzazioni di volontariato.

L’indagine si è sviluppata in tre fasi: nella prima è stata data sistemazione ai dati relativi ai cittadini censiti dal Servizio, nella seconda si è realizzata una indagine telefonica, nella terza si sono elaborati i dati e si è realizzato un rapporto di ricerca conclusivo.

 

IL SERVIZIO PER LA RICERCA DI VOLONTARI

Le persone che si sono rivolte al Servizio per la ricerca di volontari sono state complessivamente 653. Nel primo triennio la crescita è stata costante, nel 2000 si è poi registrata una crisi nel numero degli accessi (45% in meno rispetto all’anno precedente) e si è riavviato un ciclo in crescita, sia pure inferiore al primo triennio in numeri assoluti, con una nuova crisi nell’ultimo anno, il 2003.

 

Tab. 1: Accessi al Servizio di Ricerca Volontari
Anno di accessoN° Accessi%% (+/-)
1997 70 10,7 0
1998 110 16,8 + 57%
1999 125 19,1 + 14%
2000 69 10,6 - 45%
2001 99 15,2 + 43%
2002 101 15,5 + 2%
2003 79 12,1 - 22%
Tot. 653 s100  

 

E’ possibile mettere in relazione la prima crisi negli accessi con il contemporaneo trasferimento di Forum Solidarietà dalla sede storica di Viale Toscanini (il lungo Parma) alla nuova sede di Borgo Marodolo (nel quartiere Oltretorrente), mentre i numeri più bassi registrati negli anni successivi sino all’ultima riduzione degli accessi sono da mettere in relazione con l’avvio, a partire dal secondo semestre 2001, di nuovi servizi che hanno intercettato parte del bisogno dei cittadini: il Servizio Volontario Europeo in collaborazione con la Provincia di Parma prima, il Servizio Civile Nazionale poi, ed infine la prima sperimentazione della campagna “Ti aiutiamo ad aiutare”, con una maggiore strutturazione sia della fase di orientamento che della fase di accoglienza nell’organizzazione.

Se integriamo infatti gli accessi relativi ai diversi Servizi di orientamento avviati da Forum Solidarietà possiamo osservare come il trend di crescita avviato dopo la crisi registrata nel 2000 sia in realtà proseguito in modo costante, con un significativo aumento di cittadini nell’ultimo anno a differenza di quanto osservato sul solo dato del Servizio di Ricerca Volontari.

Sono così 779 i cittadini che, in questi anni, sono stati orientati al volontariato da uno dei diversi servizi messi in atto.

 

Tab. 2: Accessi ai diversi Servizi di Ricerca Volontari e orientamento proposti da Forum Solidarietà

 Ricerca
Volontari
Orientamento
al S.V.E.
Orientamento
al S.C.N.
"Ti aiutiamo
ad aiutare"
Tot.
1997 70 - - - 70
1998 110 - - - 110
1999 125 - - - 125
2000 69 - - - 69
2001 99 9 - - 108
2002 101 24 - - 125
2003 79 23 52 18 172
Tot. 653 56 52 18 779

 

 

I RISULTATI DEL SERVIZIO

L’indagine ha avuto poi lo scopo di verificare se l’accesso al Servizio abbia effettivamente prodotto una successiva esperienza di volontariato da parte dei cittadini.

Dei 497 cittadini (il 76,11% del totale) che si è potuto contattare nella seconda fase dell’indagine, ben 298 (il 60,0%) sono le persone che hanno sperimentato esperienze di volontariato successivamente all’accesso al Servizio.

Questo dato certamente positivo va comunque visto anche in relazione con la considerazione che quasi la metà (il 47,7%) delle persone avviate al volontariato hanno successivamente rinunciato a questa esperienza. Le modalità di indagine non hanno consentito una completa esplorazione delle motivazioni per l’arresto dell’esperienza o per il mancato avvio, ma una prima osservazione ha a che fare con la temporaneità dell’esperienza di volontariato.

Ci sembra che vengano confermati alcuni degli esiti della precedente ricerca “Cambioricambio” sul ricambio generazionale nelle organizzazioni di volontariato: la difficoltà a mantenere costante nel tempo l’impegno volontario è una delle difficoltà che questi dati confermano, come d’altra si conferma una ipotesi già formulata quale quella che vede nell’azione di riorientamento di volontari in uscita (o usciti) da precedenti esperienze una chiave significativa di lavoro.

Precedenti esperienze di volontariato infatti facilitano la sperimentazione di un nuovo tentativo: tra i 181 cittadini (il 36,4%) che, rivolgendosi al Servizio, avevano già sperimentato il volontariato solo il 25% non ha dato seguito ad alcuna esperienza successiva, mentre dei 316 cittadini (63,6%) che si erano rivolte al Servizio senza precedenti esperienze, sono quasi il doppio i cittadini che, nonostante un primo interessamento comunque non hanno iniziato.

Se le precedenti esperienze nel volontariato facilitano l’accesso, sono invece il cambiamento di vita (da studente ad altro,..) e l’entrata nel periodo del lavoro e della vita coniugale che rendono più difficoltoso mantenere l’esperienza volontaria.

D’altra parte anche una indicativa percentuale di persone in stato di solitudine perché vedove o separate si avvicina al Servizio, ciò che fa pensare alla ricerca di relazione come una delle motivazioni consapevoli o non consapevoli del volontariato.

 

ALCUNE CONCLUSIONI PROVVISORIE

Oltre al rilevante dato delle precedenti esperienze, molte altre sono le variabili che, come è emerso, possono influenzare il successo o l’insuccesso della fruizione del Servizio.

Rispetto all’età, la classe più propensa a sperimentare esperienze di volontariato si è dimostrata quella raccolta tra i 55 ed i 64 anni: il 79% di questi cittadini ha avviato esperienze, contro il 62% della classe 18 – 29 ed il 55% delle due rimanenti classi;

Chi si rivolge al Servizio in età più matura è stato più deciso a utilizzare l’esperienza.

Nonostante una certa prevalenza delle fasce di età più adulte e anziane come età preferenziali per lo svolgimento di attività volontaria, il gruppo di giovani non solo rappresenta il più numeroso tra i cittadini che si sono rivolti al Servizio (58%), ma successivamente all’accesso, ha avviato e prosegue questo tipo di esperienza in modo significativo, a smentire quanti indicano nell’età giovanile la fascia critica rispetto all’esperienza di volontariato. Sono stati infatti oltre il 60% i giovani che hanno sperimentato il volontariato.

Anche il genere (più prevalenti nel Servizio le donne, più propensi a sperimentare il volontariato i maschi), l’occupazione e lo stato civile hanno qualche incidenza nell’utilizzo del Servizio.

Così, tra le varie possibili segmentazioni, il gruppo che ha risposto meglio al Servizio è quello rappresentato dalla classe di maschi, adulti tra i 54 e i 65 anni, pensionati: il 100% dei cittadini (8) passati dal Servizio hanno sperimentato poi attività volontaria, al contrario il gruppo più “resistente” alle proposte del Servizio è rappresentato dalle donne, occupate, tra i 30 e 54 anni, in questo caso solo il 51% di queste cittadine (101) ha sperimentato il volontariato.

Alcune delle valutazioni tratte dalla lettura dei dati trovano già riscontro in una diversa e, riteniamo, migliorata organizzazione del Servizio, che affianca al lavoro consolidato già sperimentato in questi anni, nuove opportunità di orientamento, una più diffusa promozione del Servizio e soprattutto, una più attenta proposta di accompagnamento e formazione dei cittadini e dei volontari delle organizzazioni interessati a sperimentare accoglienze/invii accompagnati dentro le organizzazioni. Con l’auspicio che i numeri rilevanti di accesso al Servizio rimangano e migliorino, e che migliorino anche l’adeguatezza delle organizzazioni nel ricevere e la capacità dei cittadini di motivarsi e rimotivarsi.

 

Ultima modifica: mercoledì 13 gennaio 2010 03.20